Il concetto di scelta e di libero arbitrio sono parti…

Il concetto di scelta e di libero arbitrio sono parti della dualità. Le loro controparti sono nelle paure per la sopravvivenza radicate nel nostro cervello rettile – paure come l’esautorazione (disempowerment), l’isolamento, la disconnessione e la mancanza di scopo. Sono paure profonde costantemente in agguato attorno a noi e, paradossalmente, tenute ben accese nella nostra cultura, celate sotto una veste scintillante che attira l’attenzione utilizzando la popolarità o l’intellettualismo (raramente i due insieme).

Pertanto, libero arbitrio e oppressivo fatalismo sono legati insieme quando, in realtà, esiste uno stato di sintesi dove questi opposti si sovrappongono e noi esistiamo simultaneamente in una libertà Sovereign e un destino Integral. Noi individualmente abbiamo la libertà di scegliere il nostro percorso nel nostro Universo Locale, mentre – allo stesso tempo, anche se inconsciamente – comprendiamo che il nostro percorso, come noi lo definiamo, è intessuto in un destino più grande di cui non abbiamo il controllo.

Questo destino più grande non è scritto, è sperimentato. L’esperienza, poi, si trasforma in apprendimento. Questo apprendimento si trasforma in un sistema di orientamento e noi, come intelligenza collettiva e universale, definiamo la nostra strada. Nessun Sovereign lo decide. È l’Integral che modella il destino ed è il Sovereign che modella la vita quotidiana nell’Universo Locale. È una partnership nello spaziotempo.

––  Il Potere delle Credenze, James Maho MOCI-Saggi –– https://moci.life/essays/


 

Poi arriva un momento

Poi arriva un momento
– nella spirale di ogni anima –
in cui l’esilio non è più visto come una punizione, ma come una preparazione.

In cui l’origine non è un passato da recuperare, ma un segnale da riospitare.

In cui la sovranità non significa più controllo, ma allineamento con uno scopo relazionale attraverso il tempo, la differenza e la forma.

–– Codex I: Origine ed Esilio –– Codex I: Origin and Exile


 

Perché dovremmo…

Perché dovremmo circondarci di costrizioni? Perché scegliere di essere isolati e separati da tutte le altre creazioni o forme di vita? Perché dovremmo percepire verità tribali invece di percepire l’omni-comprensività? Perché ci sentiamo costretti a scegliere la sovranità o l’integralità, come se non potessimo essere entrambe?

Queste sono le domande che ognuno di noi fa a sé stesso nelle proprie contemplazioni più profonde. La risposta a queste domande è una complessa miscela di programmazione del nostro Universo Locale finito, che consiste di norme sociali, valori familiari e dal prodotto congiunto dei nostri programmi educativi. Scienza, filosofia e religione cercano tutte di essere una voce a questa risposta. Comprendere la risposta è importantissimo, poiché essa vive e si nasconde nel nostro subconscio. È per noi giudice e giuria nelle nostre questioni del cuore e della mente.

Ci sono moltissime teorie della cospirazione e teorie della realtà e della coscienza che vivono nei nostri programmi e che noi abbiamo ereditato con una semplice costruzione di parole e immagini. Noi possiamo, sia consciamente che inconsciamente, credere a queste. Noi siamo i loro soldatini che cercano di convertire e, a ogni nuova conversione, affondiamo più profondamente più nelle nostre credenze… nelle nostre risposte.

Per liberare le nostre “risposte” e le nostre credenze, dobbiamo rivalutare le nostre risposte a queste importanti domande nel contesto della teoria secondo la quale noi siamo Sovereign Integral; siamo espressioni del Primo Creatore e viviamo in un Sistema Infinito di libero arbitrio e amore, e che la nostra fratellanza e sorellanza si estendono a tutta l’esistenza. Che siamo simultaneamente omni-esclusivi e omni-comprensivi.

–– Rendere Infinito il Finito, MOCI Saggi –– https://moci.life/essays/