Quando accade un evento drammatico …

Quando accade un evento drammatico come quello dell’11 settembre 2001, il campo elettromagnetico umano collettivo viene influenzato più profondamente del solito perché impatta su una maggiore percentuale di popolazione a livello emozionale. Per aiutarvi a visualizzare la cosa, immaginate che l’intero pianeta sia circondato da una nebbia di luce che rappresenta il Campo Energetico Umano Collettivo (C.E.U.C.) [Collective Human Energetic Field, CHEF). È una questione di rapporti: più noi come individui aggiungiamo ingredienti di stress, paura e insicurezza, più il Campo Energetico Umano Collettivo diventa incoerente e instabile, cosa che a sua volta viene immediatamente avvertita dalla Terra e processata nel suo stesso campo geomagnetico.

In altre parole, i pianeti e le stelle ci influenzano e noi, a nostra volta, influenziamo loro. È questa l’interconnessione della coscienza a livello di energia o di campi di energia intrecciati che entrano in risonanza, in entanglement e si informano.

–– Vivere dal Cuore, James Mahu 2007 –– https://wingmakers.wpengine.com/writings/sixheartvirtues/living-from-the-heart/

Il nostro destino personale …

Il nostro destino personale si distilla nel comportamento; e questo comportamento emana il nostro destino così come un diapason colpito da un martelletto di gomma emana una vibrazione. Il martelletto rappresenta le nostre scelte, il diapason è il nostro comportamento, la nostra vibrazione è il risultato di quel comportamento e di quella scelta. Quindi, in un certo senso, noi creiamo vibrazioni che influenzano le vibrazioni degli altri. Trasmettiamo vibrazionalmente delle credenze, e queste credenze provengono dal nostro Futuro Sé.

–– Destino Personale, James Mahu | Saggio 9 –– https://moci.life/essays/


 

Acceleratore e freno…

Il tiro alla fune sociale che si inscena nella politica pubblica, nel giudizio dei tribunali, nella legislazione politica e nel sistema morale religioso, sono espressioni della natura interconnessa di acceleratore e di freno. Se si cerca di raggiungere una destinazione, quale che sia il veicolo, occorre un sistema sia per frenare che per accelerare. Le due funzioni costituiscono un sistema per il viaggio. Quando viaggiamo collettivamente nello spaziotempo, noi ci dividiamo le funzioni di freno e acceleratore, e queste due funzioni sono entrambe necessarie per raggiungere la meta e arrivare alla nostra destinazione.

Alcuni potrebbero credere che il “freno” sia la forza oscura, che cospira per intrappolarci. Quelli di noi che fanno parte dell'”acceleratore” sono particolarmente suscettibili a crederlo, perché il freno ci ostacola. È un punto di frustrazione che limita la nostra velocità verso la nostra destinazione. Quando, di fatto, l’intelligenza alto-dimensionale non può essere contenuta perché essa è tutto.—

–– La nostra Realtà Collettiva, James | Saggi –– https://moci.life/essays/


 

Il tempo non è esclusivamente lineare …

Dr. Neruda – … il tempo non è esclusivamente lineare così come raffigurato su una linea del tempo. Il tempo verticale è in ogni momento dell’esistenza che s’impila al successivo e sono tutti coincidenti tra loro. In altre parole, il tempo è l’insieme di tutti i momenti di tutte le esperienze simultaneamente esistenti all’interno del non-tempo, al quale ci si riferisce usualmente come eternità.

Il tempo verticale implica che si possa selezionare un momento di esperienza e usare il tempo e lo spazio come portale attraverso il quale si può rendere la selezione reale. Una volta effettuata la selezione, tempo e spazio diventano il fattore di continuità che trasforma il tempo verticale in tempo orizzontale o tempo convenzionale.

Sarah – Mi sono persa. Qual è la differenza tra tempo verticale e tempo orizzontale?

Dr. Neruda – Il tempo verticale riguarda le esperienze simultanee di tutti i tempi, mentre il tempo orizzontale riguarda la continuità del tempo in esperienze lineari, momento dopo momento.

–– La Prima Intervista al dr. Jamisson Neruda ––  https://wingmakers.com/writings/nerudainterviews/firstinterview/

Il libero arbitrio si rivolge …

“Il libero arbitrio si rivolge all’individuo, non al palcoscenico su cui l’individuo recita il suo ruolo. Questo palcoscenico è un brodo vivente di vibrazioni generate da un universo dinamico, dal nostro pianeta, dal luogo in cui siamo, dal nostro tempo, dalla nostra specie. Questo è il nostro palcoscenico, grazie al quale sperimentiamo per evolvere come espressioni sovrane della coscienza uno, molti e tutto. Gli incorporamenti della nostra specie in tutto lo spaziotempo possono essere percepiti e anche vagamente compresi. Vengono condivisi, e tu rimani libero di scegliere quelli con cui risuoni. Quelli che tu credi che ti possano servire.”

–– Viaggiatori su un ponte, James Mahu –– https://moci.life/writings/travelersonabridge/