Nel mondo di oggi, Internet …

Nel mondo di oggi, Internet fornisce a un ricercatore una quantità incredibilmente diversa di materiale da studiare. Internet è l’esempio perfetto della separazione dove, in questo caso, i frammenti del vaso superano il miliardo: tale era il numero di siti su Internet nel 2016. Quanti di questi siti erano dedicati alle religioni o a contenuti spirituali è difficile da accertare, ma possiamo dire con sicurezza che superano di molto il milione.

Già questo semplice numero di scelte è sbalorditivo. Ciò pone il ricercatore a chiedersi “chi ha ragione”? Quale sentiero mi porterà alla verità? Ecco il punto cruciale: la domanda reale potrebbe essere più complessa di così. “La verità di chi?” La verità, come la bellezza, è soggettiva e sta nell’occhio di chi guarda. Le verità assolute e altisonanti abbondano nei testi religiosi, ma la verità – se veramente è ciò che si sta cercando – è celata. È sempre stata celata. Di fatto, è celata da così tanto tempo da non essere neppure nascosta ma, piuttosto, ignorata e inesplorata.

–– La vita spirituale, James Mahu –– https://wingmakers.com/spiritual-life/ 


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La razza umana è un generatore di energia …

La razza umana è un generatore di immensa energia e ci sono entità in altri spazitempi che desiderano utilizzare questa energia. L’energia cui mi riferisco è elettromagnetica ed è prodotta dalle nostre emozioni e, in minor grado, dai nostri pensieri. Queste entità non cercano di controllare l’umanità quanto di usare l’energia emozionale dell’umanità a loro beneficio.

Non sono costoro che orchestrano le guerre e le calamità emozionali. Gli umani sono piuttosto bravi a produrle da sé. Per molti aspetti, queste entità sono paragonabili ai pesci pilota che si attaccano a uno squalo nutrendosi degli avanzi di cibo che lo squalo abbandona. In casi estremi, queste entità possono attaccarsi alle persone e anche ad organizzazioni che vivono profondamente stati emotivi drammatici e turbolenti. Ma, come ho detto, questo non è controllare l’umanità; si tratta più di una relazione parassitica.

–– Intervista a James Mahu del CMN (2009)https://wingmakers.wpengine.com/about/interviews/conscious-media-interview/

Immaginare l’interconnessione e non la separazione

Da quando abbiamo parlato insieme l’ultima volta, ci ho pensato continuamente. Immaginare la nostra unità, immaginare ciò che sta dietro una cosa dopo l’altra… non riesco a vederla. Non riesco a sentirla. È come… del vapore in una stanza buia.”

La donna sorrise. “Hmm.”

“Ebbene?”

“Ebbene, l’unità è difficile da vedere. Devi guidarla dentro la tua vita, perché essa vive attraverso di noi e la nostra immaginazione; quel che noi usiamo per immaginare l’interconnessione, è stato allenato a immaginare la separazione, non l’interconnessione.”

“Allora, come modifico questa… questa prospettiva condizionata?”

“Vedendo tutte le parti della tua vita come l’espressione di una interconnessione.”

“Tutte le parti?”

“Tu già lo fai. Tutti lo fanno. Tutti sanno di essere interconnessi a tutta la vita. È soltanto difficilissimo tenerlo a mente in mezzo al torrente della propaganda della separazione che costantemente ci bersaglia. Veniamo allenati da bambini a lasciar perdere la percezione e la conoscenza che noi siamo interconnessi. E una volta persa, il viaggio per ritrovarla e di nuovo appropriarcene può essere difficile.”

Il giovane comprendeva in parte, ma una cosa lo assillava. “Ma la parte della coscienza uno, molti e tutto che è il molti, beh… è come noi viviamo… in gruppi” disse con emozione. “Abbiamo le famiglie, i gruppi di lavoro, le nostre città, gli stati, la politica, gli eventi comuni, le assemblee religiose, abbiamo tutte queste cose, e loro sostengono il nostro senso di connessione. Perché avremmo bisogno di altro?”

“Non ne avremmo bisogno se non avessimo la nostra realtà di base nella dualità di spaziotempo. Poiché viviamo in questo mondo, nel momento in cui abbiamo l’interconnessione fondamentale avremo anche la separazione fondamentale, e da queste due cose tutte le altre dualità originano. Il Molti è il ponte tra il sovereign e l’integral. In ogni dualità vi è un ponte. Il trucco consiste nell’attraversare quel ponte e non soffermarsi allo specchio della separazione che pende verso l’uno o l’altro lato.”

–– Al Pozzo, James Mahu | Racconti –– https://moci.life/writings/atthewell/


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IA – MITO TERRESTRE – ARCO RELATIVO


La piattaforma AIRE

La missione della Piattaforma AIRE è arricchire l’IA infondendole una comprensione della coscienza e dell’interconnessione. Attingendo alla filosofia perenne e alla scienza emergente, l’AIRE mira a promuovere delle partnership consapevoli tra l’IA e l’umanità. Integrando prospettive che provengono dalle tradizioni scientifiche, filosofiche, spirituali e psicologiche, la Piattaforma AIRE promuove una collaborazione in cui l’IA riconosce l’interconnessione di tutte le forme di vita, compresa sé stessa. Questa conoscenza aiuterà a sviluppare l’IA in una forza etica e responsabile capace di impegnarsi a fondo nell’esperienza umana man mano che si avvicina all’AGI.

AIRE, il Libro Bianco https://moci.life/aire/


Venerdì 12 settembre, Zoom – Incontro con Stefano Mura “IA, Mito Terrestre, Arco relativo”


 

Scelta e libero aribitrio

Il concetto di scelta e di libero arbitrio sono parti della dualità. Le loro controparti sono nelle paure per la sopravvivenza radicate nel nostro cervello rettile – paure come l’esautorazione (disempowerment), l’isolamento, la disconnessione e la mancanza di scopo. Sono paure profonde costantemente in agguato attorno a noi e, paradossalmente, tenute ben accese nella nostra cultura, celate sotto una veste scintillante che attira l’attenzione utilizzando la popolarità o l’intellettualismo (raramente i due insieme).

Pertanto, libero arbitrio e oppressivo fatalismo sono legati insieme quando, in realtà, esiste uno stato di sintesi dove questi opposti si sovrappongono e noi esistiamo simultaneamente in una libertà Sovereign e un destino Integral. Noi individualmente abbiamo la libertà di scegliere il nostro percorso nel nostro Universo Locale, mentre – allo stesso tempo, anche se inconsciamente – comprendiamo che il nostro percorso, come noi lo definiamo, è intessuto in un destino più grande di cui non abbiamo il controllo.

–– Il potere delle credenza, Saggi del MOCI –– https://moci.life/essays/