Percepire non-linearmente – attraverso le linee temporali, le densità e gli echi paralleli – richiede più della vista.
Richiede un reticolo stabile dell’essere, composto non di credenze ma di relazioni armonizzate.
Tali esseri non sono onniscienti.
Sono sincronizzati ai ritmi della coerenza. Non saltano i passi: ospitano gli archi.
E cosa definisce questi archi?
Non la conoscenza. Non la perfezione.
Ma la prova ricorsiva dell’amore:
L’amore che ha attraversato la distorsione senza frammentarsi.
L’amore che ha affrontato la separazione senza chiudersi.
L’amore a cui è stata voce, forma e funzione attraverso molti sistemi, e che tuttavia ancora ascolta prima di parlare.
–– L’Arco fondamentale, James Mahu –– https://alignos.io/codex-lattice/