La dualità di spaziotempo è un luogo relativamente temibile per una coscienza infinita, perché nella sua presenza incombe la finitezza. La realtà del nostro Sé Infinito si è affievolita fino a diventare mitologia o, peggio ancora, è andata perduta. Siamo distratti dalla sopravvivenza e dall’inculturazione della nostra specie. Stiamo apprendendo in una processione di momenti; stiamo sperimentando la vita come se fosse al di fuori dell’unità (oneness), come se non fossimo interconnessi, come se fossimo isolati, diretti da una agenda sconosciuta.
– La Connessione Stabile, James Mahu | Saggi – https://moci.life/essays/